Fondazione

HABARI cari lettori del nostro blog!

Se qualcuno di voi si fosse chiesto che fine avessero fatto quei simpatici matti al Bala Mercy Orphanage, beh sappiate che le ultime settimane sono state super produttive!!

Per iniziare dopo una lunga ricerca abbiamo finalmente trovato i nostri materiali da costruzione alternativi. Grazie all’aiuto della nostra amica Betty siamo riusciti ad acquistare i primi 100 sacchi di polipropilene ad un prezzo davvero competitivo nella vicina città di Eldoreth.

 

 

 

E finalmente anche i nostri 2 mitici amici Marco e Davide sono arrivati a destinazione salvi…non troppo sani  tuttavia in quanto ancora intossicati dai ritmi delle frenetiche routine del mondo occidentale XD.

Noi abitudinari del Kenya invece ormai riabilitati al ritmo di vita lento, sano e scorrevole di queste zone del mondo, arriviamo con un po’ (…. ) di ritardo all’aeroporto di Kisumu scoprendo con stupore che l’aereo da Nairobi è atterrato in orario e i due nuovi ospiti ci aspettano seduti al bar sorseggiando un classico tè kenyota.

L’eccitazione di Marco e Davide sarebbe anche palpabile se non fossero morti di sonno già di prima mattina quindi decidiamo di rifocillarli con una sostanziosa colazione al nostro bar di fiducia intuendo subito la fame spropositata dei 2 italoamici che verrà puntualmente riconfermata durante tutto il loro soggiorno ( questi italiani non si smentiscono mai…. XD ).

Il primo giorno passa velocemente tra visite guidate alla città e terapie di adattamento alla lentezza del posto, così senza accorgerci il sole è già calato e i due nuovi ospiti crollano, sfiniti sui letti.

Si spegne la luce.

Il giorno seguente siamo finalmente al Bala Mercy Orphanage. Passiamo dal luogo che ci ha ospitato nelle ultime settimane e presentiamo alla comunità i due nuovi arrivati che da quel preciso istante verranno simpaticamente ribattezzati Brother David e Brother MarIco.

I Brothers si dimostrano subito impazienti di lavorare e allora mostriamo loro con orgoglio i progressi fatti alle 2 costruzioni e li mettiamo subito al lavoro con pale e zappe a terminare gli scavi per la Guest House e tra una zappata e l’altra la seconda notte cala sul cielo africano.

 

La mattina del terzo giorno è la prima prova di resistenza per i 2 novizi.

Sveglia prematura e colazione frugale sono una sorpresa inaspettata come dimostra l’immagine ripresa dall’impietosa camera di Tommaso.
Ma i Bros non si fanno intimorire e dopo aver finito il cibo ( nel senso che finiscono in 2 tutta la scatola di biscotti che generalmente riusciamo a far durare per un’intera settimana…. XD ) ci dirigiamo alacremente verso l’orfanotrofio pronti per un’altra giornata di duro lavoro, così duro che dopo pranzo Marco e Davide mostrando i primi segni di cedimento psico-fisico, decidono di improvvisare una zona riposo tra assi di legno, utensili e filo spinato all’interno del nostro ufficio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un paio di giorni passano per rifinire gli scavi di fondazione e per raccogliere le prime carriole di terra e finalmente arriva il momento di festeggiare l’inizio vero e proprio dei lavori di costruzione con gli amici dell’orfanotrofio. La sera stessa ci concediamo un momento di relax con i bambini del Bala Mercy tra canti e lezioni improvvisate di percussioni e chitarra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fase successiva dei lavori prevede l’impermeabilizzazione delle fondazioni con uno strato di ghiaia coperto da una membrana plastica il cui posizionamento inizialmente enigmatico per Roberto e Tommaso, termina velocemente e segna l’inizio del grande momento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PRIME EARTHBAGS!

Il momento della verità a lungo aspettato e preparato con studi e analisi si dimostra un successo e dopo i tentennamenti iniziali, la posa del primo strato di sacchi prosegue velocemente anche grazie all’aiuto dei due ospiti americani Mark e Turner, appena arrivati e già incuriositi dall’atipica tecnica di costruzione.

 

 

 

 

 

 

Ad appena un giorno dalla posa del primo sacco abbiamo terminato il primo strato delle fondazioni e ci sentiamo pronti per ricominciare.

 

 

 

 

 

 

Fabiana pazientemente fissa i due giri di filo spinato bloccandoli con dei sassi e tra lo stupore dei passanti riempiamo e posizioniamo i primi due sacchi del secondo strato prima che il sole tramonti nuovamente sui nostri volti stanchi e felici.

Una settimana è passata, Marco e Davide presto ripartiranno carichi di soddisfazione e ricordi, ci guardiamo l’un l’altro  e capiamo che è giunto il momento di gridare:

MISSIONE COMPIUTA!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

31 July 2011Permalink 2 Comments

2 thoughts on “Fondazione

  1. Ciao ragazzi sono così affascinata dal vostro progetto che vi seguo con passione. Da quando Tommaso, alla cena a Firenze-Isolotto, ha illustrato le costruzioni fatte con i sacchi sono incuriosita, mi sembra impossibile! Invece……. Grazie ragazzi e tutte le bolte che pubblicate io sono lì a leggervi!

  2. esta es…muy bien chicos—siganle asi que se ve de la PM…abrazo a todos.
    les heble el dia de la boda, pero me contestaban que la linea estaba ocupada…los felicito por este medio y ojala logramos vernos por skype.
    ciao and all the best

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